la leggenda delle Anguane

23Ott07

Spostiamoci per un momento dalle Dolomiti Tirolesi alle Dolomiti Bellunesi…per raccogliere una millenaria leggenda che racconta di soprannaturali  figure femminili dai lunghissimi capelli rossi … le anguane.

anguanaLe anguane, sono chiamate anche acquane, langane, ecc. comunque siano chiamate queste creature esse sono “donne delle acque”, legate cioè alle sorgenti d’acqua (e di laghi e laghetti nelle Dolomiti Bellunesi ce ne sono circa un centinaio). Si narra che esse furono probabilmente le ultime donne celtiche, che per fuggire la dominazione romana, si rifugiarono nelle grotte vicino ai laghi e torrenti, (esse sono chiamate anche “angane”, il loro nome celtico). Ma nel tempo queste divennero creature misteriose e affascinanti e numerose storie le ritraggono con caratteristiche differenti: fate oppure streghe, buone e cattive. Bellissime oppure orribili. Il loro nome, infatti, si fa derivare anche dal latino: Anguis, serpente. Questo altro modo di chiamarle si riferisce non solo al loro amore per l’acqua ma anche alla loro capacità di trasformarsi in serpi.

Principalmente sono descritte come donne dai “piedi di capra”, questo deriva probabilmente dai calzari usati in quei luoghi (di pelle di capra), ma la leggenda narra che il tratto distintivo di queste ninfe era il collo del piede altissimo, proprio come quello delle capre.

Qui scriverò due racconti che antepongono due visioni delle anguane.

In uno si narra che le anguane erano ninfe seducenti, molto alte (longane), che amavano tuffarsi nell’acqua del lago per lavarsi e pettinarsi i lunghi capelli rossi. Queste ninfe, dai pei de cioura proteggevano i raccolti, ma se infuriate scatenavano tempeste. A volte rubavano i formaggi dei pastori ed una di queste fu scoperta. Un giovane, sentendo dei rumori in cantina, sorprese un’anguana a rubare il formaggio e la bellezza dell’anguana lo fece innamorare. Si sposarono, ma prima ella gli fece promettere che mai, una volta sposati, egli avrebbe dovuto rinfacciarle i suoi piedi di capra, altrimenti sarebbe tornata nei boschi per sempre. Nacque un bel figlio, tutto sembrava andare bene, ma un giorno dopo un grosso litigio, lui non resistette e gli disse <sei proprio un’anguana piede di capra!>. Allora lei, in preda all’ira mandò al marito questa terribile maledizione: tuo figlio non dovrà mai sposarsi, perché i suoi figli avranno i piedi di capra!

Poi fuggì, e dopo la sua fuga si scatenò una terribile carestia.

Intanto però il figlio crebbe, ed un giorno s’innamorò. Ma conoscendo la terribile maledizione, fu preso dalla disperazione e si gettò da una rupe. In quel momento la terra tremò e si aprì una voragine che inghiottì il lago. Ora, sembra che in certe giornate d’agosto, il mese in cui morì il giovane, si oda un lamento venire dalla profondità della montagna… forse lo spirito del giovane che non trova pace, o il grido di tormento della vecchia anguana nella grotta.

In un altro si narra di un laghetto che aveva proprietà miracolose: le donne che vi si recavano rimanevo giovani e belle. Veniva quindi denominato il laghetto delle “ragazze” perchè tutte le giovani del paese vi facevo il bagno. Le anguane, che invece erano strane donne dagli orribili piedi di capra, erano invidiose della bellezza delle ragazze e in una sera di luna piena, mentre tutti gli uomini si recavano a caccia e le donne si apprestavano al loro consueto rito del bagno, assalirono tutte le giovani del villaggio e con i loro zoccoli di capra (simili agli zoccoli del diavolo!) le uccisero tutte. Non ebbero pietà nemmeno per la dolcissima Bianca, figlia del capo del villaggio, che era la più giovane e la più bella.

Quando gli uomini tornarono, di corsa perché videro il fumo alzarsi dal villaggio che stava bruciando, non c’era più nulla da fare. Presero i corpi delle loro donne, per prima Bianca la più piccola, le adagiarono su delle barelle di legno e le portarono verso le montagne. Allora la divinità della fonte, impietosita e oltraggiata da tanta barbarie, trasformò ogni goccia di sangue che cadeva a terra in un fiore rosa e profumato, così che la terra si riempì di piccoli fiori rosa come un tappeto, poi tramutò tutti gli uomini in pietre così che nessuno potesse più disturbare il sonno di Bianca. Le anguane si nascosero nelle loro grotte, ma non riuscirono a scampare alla punizione della divinità che avvelenò l’acqua del lago uccidendole tutte. Dopo che tutte le anguane furono morte, ed il silenzio regnò sui boschi, fece tornare l’acqua del lago benefica, ma solamente se fosse rimasta dentro il lago. È così che oggi, per godere dei benefici dell’acqua del lago bisogna utilizzarla sul posto.

  

I due racconti sono una mia libera interpretazione di storie e leggende sulle Anguane

Le fonti a cui ho attinto per il mio articolo sono:

 GEO dossier Alpi, “alpi e magia” –  articolo scritto da Gilda Lyghounis

Sito CASATEA.COM  –  articolo di Marcello Rosina

Sito ILREGNODEIFANES.IT –  articolo: le anguane di Adriano Vanin

più altre varie su Internet

per approfondire:

Il lago delle Tose (delle ragazze) a Lagole, Calzano di cadore

Anguana, Wikipedia

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5 Responses to “la leggenda delle Anguane”

  1. 1 Illy

    che leggende stupende…non ne ero a conoscenza, sapevo solo alcune idiozie metropolitane sulle rosse..ma adesso che da bionda ho scelto questa tonalità di capelli ogni volta che qualcuno farà una battutina maliziosa so come rispondere ahahahha

  2. 2 Giovanni

    Bellissima interpretazione del mito, complimenti…consiglio di visitare il laghetto delle Tose (vicino il lago di Calalzo) che è davvero un posto incantevole e molto suggestivo. Una mezza serata lì e le leggende affiorano nella realtà.

  3. 3 andrea

    Grazie molto belle queste storie.
    Io ricordo che mia nonna mi raccontava sempre storie sulle anguane e io ora le racconto a mia figlia.
    Brava.


  1. 1 OGGI PARLIAMO DI “DONNE” UN PO’ STRANE… “LE ANGUANE” | Storia e Arte veneta
  2. 2 Anguana | Appunti di una Strega di Città

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